Le Origini di Ceglie Messapica
Le origini di Ceglie Messapica sono oggetto di varie interpretazioni. Alcune fonti storiche fanno risalire la sua fondazione al VII secolo a.C., attribuendola ai Messapi. La città, conosciuta come Kaìlia (in greco Καιλια, e Caelia in latino), era particolarmente importante tra i centri dell’Italia meridionale, tanto da diventare la capitale militare della dodecapoli messapica, opponendosi alle ambizioni di Taras.
Altre teorie collocano le sue origini intorno al XV secolo a.C., ad opera di esuli greci fuggiti da Santorini e Creta dopo l’eruzione minoica di Thera, rendendola una delle città più antiche d’Italia. Questa ipotesi trova supporto nella presenza delle specchie, strutture monumentali che potrebbero risalire ad epoche molto antiche. Si ritiene che le specchie più antiche fossero monumenti funerari, simili a quelli descritti nell’Iliade, e che furono poi riutilizzate dai Messapi per scopi militari.
Centro culturale e commerciale
Ceglie fu anche un importante centro culturale e commerciale. Tra le testimonianze più significative, citate anche da Strabone e da Plinio, vi è il rinvenimento di un conio che riporta da un lato Minerva galeata con la scritta nωn e dall’altro una spiga di grano. Questo ritrovamento suggerisce l’esistenza di una zecca locale. La città, dunque, aveva una propria zecca e quella numismatica, su cui si può leggere l’antico nome di Ceglie, è l’unica testimonianza diretta su cui si sono avvicendate tante tesi … a noi piace immaginare che la più attendibile sia quella che la farebbe derivare da Kalόs (bello in greco antico) suggerendo l’idea che Ceglie fosse considerato un luogo bello. Ceglie, grazie alla presenza di numerosi templi pagani, era anche luogo di culto e di pellegrinaggio. Il territorio di Ceglie Messapica ha restituito il più alto numero di iscrizioni messapiche in parte disperse in collezioni private ed in parte conservate nel locale museo archeologico e in quello di Brindisi. Tra queste iscrizioni, una proveniente dal Tempio di Afrodite sul Monte Vicoli fu studiata da illustri studiosi come Theodor Mommsen e Francesco Ribezzo.
L’area della necropoli si trova nella zona sud-ovest della città, mentre l’acropoli era situata nell’attuale centro storico medievale. Qui si trovava l’agorà, probabilmente nei pressi di Largo Ognissanti. I templi pagani principali sorgevano nelle attuali Chiesa Matrice e Castello Ducale. Nei pressi dell’Abbazia di Sant’Anna sorgeva il Tempio di Latona (la Titanide figlia di Febe e Ceo). Latona era legata alla maternità e, insieme ai suoi figli Apollo e Artemide, protettrice dei giovani mentre il Tempio di Apollo si trovava dove oggi si erge la Chiesa di San Rocco.
Le Mura e le Specchie
L’antica città era protetta da quattro cinte murarie, costruite tra il VI e il IV secolo a.C., per difendersi dagli attacchi della spartana Taras, che mirava a ottenere uno sbocco sul Mare Adriatico.
- Prima cinta muraria: circondava l’acropoli ed era costituita da blocchi megalitici. Alcuni tratti sono ancora visibili presso il Municipio.
- Seconda cinta muraria: edificata per rispondere alla crescita demografica, è visibile nella parte nord-est di Ceglie e occupa una superficie di 120 ettari.
- Terza e quarta cinta muraria: costruite dopo la distruzione di Carbinia (Carovigno) ad opera di Taras. La terza cinta copriva una superficie di 5000 ettari e raggiungeva un’altezza di 4,5 metri, con uno spessore di 5 metri. Le mura erano dotate di camminamenti e comunicavano tramite specchie.
Le specchie fungevano da torri di avvistamento. Tra quelle ancora visibili si annoverano Specchia La Selva, Specchia Galante e Specchia Montefocaro. Lo scempio urbanistico del XX secolo portò alla distruzione di numerose specchie, molte delle quali furono demolite durante la costruzione dell’Acquedotto Pugliese e delle Ferrovie Sud-Est.
La Conquista
Intorno al 310 a.C., Kailia fu probabilmente conquistata da Taras con l’aiuto dei Peuceti. I templi di Afrodite, Apollo e Latona furono saccheggiati. I ritrovamenti di ceramiche e monete testimoniano questa fase storica.
Con la conquista romana, molti abitanti si trasferirono a Roma, mentre i rimanenti si stabilirono attorno al Tempio di Afrodite. Dopo la conquista di Taranto, la popolazione di Ceglie si ridusse drasticamente, passando da oltre 35.000 a poche centinaia.
La città subì ulteriori devastazioni da parte di Goti, Saraceni, Longobardi e Bizantini. Particolarmente distruttiva fu la furia dell’imperatore bizantino Costante II, che nel 663 d.C. razziò i monumenti e i templi lungo il suo cammino verso Lucera.
Ceglie Messapica rappresenta tuttora una preziosa testimonianza della storia antica, con un ricco patrimonio archeologico che merita valorizzazione e tutela.